Antonio Maria Ricci
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Una lunga strada verso il PD
Con il congresso di settembre-ottobre il partito democratico farà un altro passo in avanti nella sua costruzione. Penso che la strada sarà ancora lunga. Un partito vero non nasce da un giorno all’altro a tavolino.La discussione sarà vera per la presenza di candidati che hanno progetti diversi tra di loro.Franceschini che si rifà ad un partito aperto anche ai non iscritti e con una vocazione bipolare. Bersani propone un partito di sinistra, che ha al suo centro l’iscritto e propende chiaramente per una legge proporzionale. Marino pone al centro dell’attenzione il tema della laicità, della difesa dei diritti civili in maniera chiara ed esplicita.Gli equilibri sono ancora fragili. Tanto che i tre sfidanti firmano (per fortuna) un patto antiscissione.Pierluigi Bersani per primo (mozione uno), Dario Franceschini, il segretario ricandidato subito dopo (mozione due), Ignazio Marino stamani (terza mozione) e Mario Adinolfi (numero quattro) garantiscono che riconosceranno «il risultato del congresso e collaboreranno alla vita del partito indipendentemente da chi vincerà». La strada è ancora lunga e sempre più interessante.0 Comments 28 weeks
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Berlusconi si spieghi alle Camere
Presidente Scalfaro, Repubblica pone da mesi domande che ritiene di interesse pubblico al capo del governo il quale tace. Lei che pensa: dovrebbe rispondere? "Mi sono posto il problema. Penso che dovrebbe rispondere. Quando un uomo di Stato è invitato a dare spiegazioni in Parlamento su comportamenti che possono apparire privati ma lasciano ampi margini alla discussione pubblica, l'appello non può restare inascoltato". http://ping.fm/rIFJlCome se nulla fosse accaduto!0 Comments 29 weeks
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Nomadi. Stategie non solo espulsioni
Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità di Milano.
Don Colmegna, qual è questa strategia?
«Quella del superamento del concetto di campo, prima di tutto, che va realizzata gradualmente e capendo che la questione nomadi non è solo un problema di ordine pubblico e non si può risolvere solo a colpi di espulsioni. Villaggi solidali, aree temporanee, percorsi di uscita: queste sono le tre strade da intraprendere, raccogliendo le esperienze positive di altre città europee ma senza alzare muri tra città e provincia, perché questo discorso si può fare solo interessando l´area metropolitana».
Ci spieghi i tre progetti.
«I villaggi solidali, con i patti di socialità e legalità, sono l´unica alternativa valida al modello Triboniano, troppo grande e dispersivo. I villaggi servono per chi è davvero stanziale, per questo si dovranno studiare regolamenti, pagamenti, ma anche forme di autogestione e progetti per l´inserimento lavorativo e scolastico. Sulle aree temporanee bisognerà capire come farle e per chi. Infine i percorsi di uscita, che già stanno dando buoni frutti, tanto che entro dicembre 120 persone avranno una casa e un lavoro. Tutto questo, però, a condizione che chi viene aiutato accetti i patti di cittadinanza e i regolamenti che sono fatti di “no”, le contravvenzioni, ma anche di “sì”, ovvero il sostegno e la partecipazione».
Il vicesindaco ha messo l´accento sulle costruzioni abusive.
«Intanto credo che per difendere alcune di quelle case siano già stati fatti dei ricorsi, ma il punto è un altro: neanche a me piace l´illegalità, ma prima di gridare allo scandalo dovremmo capire cosa vuol dire vivere in otto in una roulotte per anni: se già 50 nuclei familiari di via Triboniano hanno fatto domanda per una casa popolare, qualcosa vorrà dire. Chi lavora onestamente, chi manda i figli a scuola, chi non vuole più scontare la paura della gente verso chi vive nei campi deve essere aiutato».
E gli altri? Non tutti i nomadi sono onesti e non tutti sono regolari, tanto che molti sarebbero già andati via.
«Sono andati via solo per l´estate, ma torneranno. Quello che dico è: via i fannulloni, chi commette reati, chi non vuole impegnarsi davvero. Al Triboniano non tutti hanno accettato il patto, che costa fatica, così un venti per cento è stato allontanato. Però sono convinto che il miglior deterrente per chi delinque sia vedere che invece ci sono possibilità di fare esperienze positive di inserimento. Milano non può vivere solo di allontanamenti e sgomberi, né di proclami prematuri».
Casa e lavoro ai nomadi: don Colmegna, non sarà un progetto troppo ambizioso?
«Non credo, perché già ora funzionano le cooperative di pulizie, di catering e altro. Però sarebbe bello che, in vista dell´apertura dei cantieri per l´Expo, il Comune di Milano assumesse cooperative di manovali dei campi nomadi. Sarebbe un messaggio importante di coesione sociale».0 Comments 76 weeks
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